Introduzione

Questo nome, terapia del dolore,  può spaventare: in realtà tale branca della medicina si occupa di curare e alleviare il dolore appunto. I pazienti a cui è rivolta la terapia sono affetti da sintomatologia dolorosa intensa e cronica, perenne.

Che cos’è la terapia del dolore?

Il dolore esiste per segnalare un problema all’interno del nostro corpo, come la presenza di lesioni o ferite, o delle alterazioni nell’organismo. La sua funzione quindi è fondamentale: ci avverte che qualcosa non va, e che dobbiamo correre ai ripari al più presto. Ci sono dei casi però in cui il dolore diventa disfunzionale, come quando continua a manifestarsi – nonostante la sua causa sia cessata. Il dolore stesso diventa quindi una malattia, che se tralasciata può provocare gravi danni a chi ne è affetto (come la depressione per esempio). La terapia del dolore serve per porre fine a questa condizione di disagio.

Quando è necessaria la terapia del dolore

La terapia del dolore risulta necessaria quando il male diventa persistente ed è acuto. Per eliminare il fastidio si possono battere diverse strade, a seconda della casistica nello specifico. La maggior parte delle volte ci si avvale di una terapia farmacologica. Questo significa che, per far sparire il dolore cronico, si utilizza un determinato tipo di farmaci. Meno comune è il trattamento invasivo, al quale si ricorre per poter monitorare la presenza del dolore in maniera continuativa. Per trattamento invasivo si intende per esempio l’inserimento di cateterini (nel plesso ascellare o all’interno del nervo femorale) per tenere a bada il fastidio ogni volta che si presenta. La somministrazione farmacologica, in alcuni casi, può essere anche in mano al paziente – che ogni volta che sente dolore può alleviarlo grazie a una miscela di farmaci già dosati preparata dal medico in precedenza.

Un dolore cronico può sorgere dopo un intervento chirurgico, oppure per via di una patologia cronica, oppure ancora per una degenerativa o compressiva.